UNA SCALATA CHIAMATA AEROPORTO

aeroporto-firenzeDimenticate ciò che sapete dell’aeroporto di Firenze. Dimenticate la variante al PIT, la scelta tra pista parallela-convergente e pista  divergente, il cosiddetto percorso partecipativo. Soprattutto, dimenticatevi del parco della piana. E anche noi, del resto, il nostro Dossier aeroporto possiamo buttarlo nella differenziata. Niente di tutto ciò è stato vero. La vera partita dell’aeroporto di Peretola emerge ora, con tutti i suoi retroscena, ed è stata giocata ben lontana dagli occhi dei cittadini (e, verrebbe da dire, in violazione di tutte le procedure e di tutte le norme di Dio e degli uomini). Di questa vicenda non siamo stati nemmeno spettatori, nemmeno pubblico pagante. O, per meglio dire, non siamo stati pubblico, ma certo saremo paganti, in termini economici e in termini sanitari. Il tutto alla maggior gloria di un gruppo di persone che, senza passare per alcun percorso democratico (se ci passate l’ironia), si sta impadronendo del nostro territorio. Eppure il futuro non è ancora scritto, e forse è ancora possibile fare qualcosa. Ma per capire qualcosa del futuro, val meglio rimettere indietro le lancette dell’orologio di qualche giro.

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Peretola Per la versione da 2.400 metri 13 milioni di euro in più

dal Corriere Fiorentino ( scaricalo qui Masterplan_Aeroporto )

Tutti i numeri delle due piste, il masterplan del Vespucci

 

Pisa-e-Firenze-piccoli-aeroporti-crescono.-Tra-mille-difficolta_articleimageL’intero progetto della nuova pista di Peretola (opere accessorie comprese) per la pista a 2.400 metri costerebbe 13 milioni in più di quella a 2.000 metri, 258 contro 245. Lo scrive la società Adf nel Masterplan, parzialmente allegato alla variante al Pit che il Consiglio regionale è chiamato a votare. E si legge anche : «I risultati dell’analisi economico finanziaria sono stati elaborati, assumendo l’ipotesi che i privati investitori assumano direttamente l’esborso di capitale previsto a fronte dei lavori ipotizzati, al netto di una quota di contributi pubblici non inferiore a complessivi 120 milioni di euro». Queste le cifre riportate nell’allegato, mentre nel Masterplan completo ci sono tutti gli aspetti (economici, logistici, di tratte raggïungïbili) del progetto. Ma le cifre fanno arrabbiare Monica Sgherri, di Fds-Verdi in Regione: «La stessa società dichiara di poter sostenere l’investimento a fronte di una quota di contributi pubblici non inferiore a complessivi 12o milioni di euro: quindi ammette di non essere in grado di sostenere l’investimento. E, come da noi sempre ricordato, la delibera del consiglio regionale di adozione dell’integrazione al PIT non ammette contribuiti pubblici». In realtà, gli scali strategici europei potranno ricevere fondi europei, come emerso fin dalla prima presentezione del Masterplan in Enac.

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