NO AGLI INCENERITORI… IN 10 SEMPLICI MOSSE

Il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (Lu) ha diffuso in Italia il decalogo con i 10 passi da compiere per raggiungere l’obiettivo Rifiuti Zero. Abbiamo deciso di pubblicare e promuovere la strategia per farla diventare patrimonio comune, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più cittadini e amministratori.

No agli inceneritori... in 10 semplici mosse

No agli inceneritori… in 10 semplici mosse

1. separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
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#barduccinonfirmare

Inceneritore1Sembra imminente la firma della Giunta Provinciale che consentirà, dopo l’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), e passati i 2 mesi canonici, l’apertura dei cantieri dell’inceneritore a Sesto Fiorentino.

Riteniamo l’eventuale firma un atto grave che esporrà la popolazione a gravi rischi per i quali la stessa ASL10 prescrive ”…monitoraggi sugli esiti riproduttivi (…), sull’andamento dei tumori (…),sulla catena alimentare e sui rischi da diossina e metalli pesanti (…)”.

Ripetiamo nuovamente che Hera commercializza anche sistemi alternativi e può impiantarne uno equivalente amministrando al meglio i propri interessi nella gestione dei rifiuti.

E’ la politica che deve invece riappropriarsi del ruolo di tutela della salute dei cittadini e del buon sviluppo del nostro territorio che è il più inquinato della Toscana.

Su di esso gravano infrazioni europee per i livelli di inquinamento dell’aria e per lo stesso motivo  Amministratori pubblici sono stati coinvolti in procedimenti giudiziari per sforamenti delle “deroghe” ai superi dei livelli ammessi dalla legge italiana.

Insistere nell’aggiungere nuove fonti inquinanti senza valutare le agevoli alternative gestionali ed impiantistiche totalmente prive di emissioni inquinanti è da irresponsabili!

Rinnoviamo quindi, l’appello al Presidente della Provincia, Andrea Barducci, a non accollarsi una così grave responsabilità.

logoUn’altra Sesto è Possibile

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Peretola Per la versione da 2.400 metri 13 milioni di euro in più

dal Corriere Fiorentino ( scaricalo qui Masterplan_Aeroporto )

Tutti i numeri delle due piste, il masterplan del Vespucci

 

Pisa-e-Firenze-piccoli-aeroporti-crescono.-Tra-mille-difficolta_articleimageL’intero progetto della nuova pista di Peretola (opere accessorie comprese) per la pista a 2.400 metri costerebbe 13 milioni in più di quella a 2.000 metri, 258 contro 245. Lo scrive la società Adf nel Masterplan, parzialmente allegato alla variante al Pit che il Consiglio regionale è chiamato a votare. E si legge anche : «I risultati dell’analisi economico finanziaria sono stati elaborati, assumendo l’ipotesi che i privati investitori assumano direttamente l’esborso di capitale previsto a fronte dei lavori ipotizzati, al netto di una quota di contributi pubblici non inferiore a complessivi 120 milioni di euro». Queste le cifre riportate nell’allegato, mentre nel Masterplan completo ci sono tutti gli aspetti (economici, logistici, di tratte raggïungïbili) del progetto. Ma le cifre fanno arrabbiare Monica Sgherri, di Fds-Verdi in Regione: «La stessa società dichiara di poter sostenere l’investimento a fronte di una quota di contributi pubblici non inferiore a complessivi 12o milioni di euro: quindi ammette di non essere in grado di sostenere l’investimento. E, come da noi sempre ricordato, la delibera del consiglio regionale di adozione dell’integrazione al PIT non ammette contribuiti pubblici». In realtà, gli scali strategici europei potranno ricevere fondi europei, come emerso fin dalla prima presentezione del Masterplan in Enac.

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